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Serra bioclimatica: cosa dice la normativa?

Tra le tante soluzioni atte a migliorare l’efficienza energetica degli edifici troviamo la serra bioclimatica.

Differenza tra serra e pergola

Esteticamente è molto simile alla pergola bioclimatica addossata o alla veranda: come queste, infatti, viene realizzata a ridosso di un edificio.

La serra bioclimatica, però, ha una caratteristica distintiva: viene chiamata anche serra solare o captante, in quanto il suo scopo è quello di immagazzinare energia solare per poter poi utilizzarla per riscaldare l’ambiente interno. Si tratta quindi di una soluzione edile ecosostenibile: per questo motivo rientra tra le opere di bioedilizia. In poche parole lo scopo della serra bioclimatica è quello di avere un impatto sul risparmio energetico, migliorando l’efficienza energetica dell’edificio.

Le caratteristiche

Ovviamente, per poter immagazzinare e rendere riutilizzabile il calore, la serra bioclimatica deve essere costruita con un orientamento specifico (sud-est o sud-ovest), che garantisca una buona esposizione al sole. Inoltre sia gli infissi (in PVC, legno-alluminio, legno) che i vetri – o le schermature in altri materiali, ad esempio policarbonato – devono essere perfettamente isolanti. Per questo motivo i vetri sono spesso doppi o tripli e gli infissi sono spesso caratterizzati dalla presenza di un cuscinetto che impedisce la dispersione di calore.

Inoltre all’interno della serra devono essere inseriti degli elementi massivi, che evitano la dispersione del calore, ma consentono un suo rilascio graduale. Questi elementi possono essere ad esempio una parete, il pavimento o alcuni elementi d’arredo.

Per le stagioni più calde è comunque importante prevedere l’installazione di schermature mobili(vetrate apribili) e ombreggianti, in modo da evitare il surriscaldamento e garantire l’adeguata areazione della serra durante tutto l’anno. È importante sottolineare che nelle stagioni calde questo tipo di serra riesce a mantenere gli ambienti refrigerati.

3 tipologie di serra

Esistono tre tipi di serra solare che corrispondono ad altrettanti sistemi di trasmissione del calore nell’edificio:

  • a guadagno diretto: tra la serra e gli ambienti interni non vi sono pareti divisorie, quindi il calore viene introdotto nell’edificio in modo diretto;
  • a scambio convettivo: tra la serra e gli ambienti interni vi è una parete divisoria, il calore viene introdotto nell’edificio attraverso condotti dell’aria, inseriti nella parte alta e bassa della parete stessa;
  • a scambio radiante: tra la serra e gli ambienti interni vi è una parete divisoria che però funge essa stessa da accumulatore di calore. Sarà poi la parete stessa a rilasciare il calore all’interno dell’edificio.

Per costruire una serra bioclimatica serve un permesso?

Venendo agli aspetti prettamente burocratici, la serra bioclimatica viene considerata come volume tecnico. Non va a modificare il volume dell’edificio, ma non è abitabile, è semplicemente una struttura che contribuisce all’efficientamento energetico dell’edificio (viene assimilata ad un locale caldaie, ad esempio). La costruzione della serra bioclimatica – effettuata nel modo corretto – consente l’accesso al Bonus Ristrutturazioni (o Bonus Casa), che garantisce incentivi pari al 50% per le opere di ristrutturazione edilizia.

In merito alla necessità o meno di permessi per la costruzione della serra bioclimatica, in linea generale – essendo volume tecnico – questi non sono necessari. Purtroppo, però, la normativa è molto disomogenea a livello nazionale. Le Regioni e anche i singoli Comuni affrontano la materia in modi diversi; per questo motivo è fondamentale affidarsi a tecnici specializzati, in grado di predisporre i lavori nel modo adeguato, senza incorrere in multe.

In ogni caso ci sono dei requisiti comuni a livello nazionale per la costruzione delle serre bioclimatiche:

  • si tratta di un volume tecnico: quindi non può essere un ambiente vissuto stabilmente, cioè non può diventare una nuova stanza dell’edificio cui è addossata;
  • l’esposizione della serra deve essere compresa tra sud-est e sud-ovest;
  • la grandezza della serra non deve essere superiore al 15% dell’edificio su cui è addossata;
  • la superficie in vetro della serra deve essere quella prevalente (la percentuale è però variabile di regione in regione);
  • le schermature devono essere mobili, per evitare il surriscaldamento nelle stagioni più calde e garantire una ventilazione adeguata tutto l’anno;
  • la serra deve garantire un abbassamento dei consumi di energia di almeno il 10%;
  • deve garantire un guadagno energetico di almeno il 20% durante la stagione invernale;
  • non deve essere soggetta all’impianto di climatizzazione dell’edificio su cui è addossata.