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Come chiudere un portico con le vetrate: soluzioni e permessi

Un portico è un bellissimo spazio da sfruttare nella bella stagione: permette di stare all’aria aperta, godendo del clima mite, restando comunque al riparo dal sole e dal caldo. Ma anche da un temporale estivo!

Poter godere di questo spazio solo quando il tempo è più mite, però, non rende giustizia a un’area che avrebbe le potenzialità per essere sfruttata 365 giorni l’anno. Per ovviare a questa limitazione si può prendere in considerazione l’idea di chiudere il portico con le vetrate.

Si tratta di una soluzione ottimale, perché consente di avere uno spazio libero e arieggiato quando le giornate sono più calde e piacevoli, ma allo stesso tempo permette di trasformare lo stesso spazio in un’area chiusa e riparata – di fatto una nuova zona vivibile – durante l’autunno e l’inverno, quando stare all’aperto non è più così tanto piacevole.

Non dimentichiamo che le vetrate consentono anche di mantenere la vista su ciò che ci circonda e si rivelano un elemento davvero elegante che può dare più carattere ad una casa, ad un locale, ad un b&b o un albergo.

Esistono diversi tipi di vetrate, realizzate con vetri temperati e stratificati, che possono essere totalmente trasparenti, satinati, a specchio oppure oscuranti. Questi tipi di vetro garantiscono un buon isolamento dal freddo, dalla pioggia e dal vento, consentendo allo stesso tempo di mantenere una temperatura interna piacevole, con l’aiuto di un sistema di riscaldamento.

Le soluzioni per chiudere il portico sono le vetrate:

  • scorrevoli: scorrono parallelamente una sull’altra, poggiando su binari. Possono essere sia con telaio (generalmente in alluminio) che senza (tutto vetro). È una soluzione che occupa poco spazio ed è molto pratica nell’utilizzo.
  • pieghevoli a libro/a fisarmonica: composte da ante incernierate, perciò collegate tra loro. Il modulo di ante può essere lasciato aperto in ogni punto, quindi la vetrata può rimanere chiusa, semi aperta o completamente aperta, a discrezione. Un aspetto che differenzia questo sistema dagli altri.
  • a pacchetto: composte da ante indipendenti tra loro, che scorrono singolarmente. Aprendo la vetrata, i singoli moduli vanno a impacchettarsi l’uno sull’altro, a destra o a sinistra. Una soluzione senza dubbio elegante, discreta e di facile manutenzione.

Accanto alla scelta della vetrata più adatta a chiudere il proprio portico, è importante considerare gli aspetti puramente edilizi. Infatti, ogni volta che si operano dei cambiamenti in un edificio, è fondamentale capire se i lavori richiedono permessi oppure no (perciò se rientrano nelle opere di edilizia libera), per evitare possibili multe cadendo nell’abuso edilizio.

Nello specifico caso delle vetrate installate per chiudere un portico, è necessario il permesso di costruire. Secondo la legge, con l’aggiunta di vetrate questo spazio si trasforma in veranda e quindi – essendo un’opera fissa, che aumenta di fatto il volume dell’immobile e ne modifica la sagoma – necessita la licenza.

Il fatto che le vetrate possano essere impacchettate e che quindi possano conferire di nuovo allo spazio le caratteristiche originarie di portico, non influisce sulla necessità di richiedere permessi.

Inoltre, essendo un’opera fissa, è anche necessario assicurarsi che nell’immobile vi sia una volumetria residua da sfruttare per l’installazione. Se questa non è presente, è necessario verificare che il regolamento comunale consenta comunque un aumento del volume dell’immobile.

In definitiva, prima di procedere con la progettazione della vetrata per il proprio portico, è opportuno affidarsi a un geometra e a tecnici specializzati, che possano verificare in modo approfondito il caso specifico, soprattutto tenendo conto dei vari regolamenti comunali che variano molto a livello nazionale.